08 Gen 2012
Jansen e Jessica
Quella mattina Jansen e Jessica a scuola avrebbero dovuto sorbirsi due ore di letteratura e altre due di pallosissima matematica. Si conoscevano già da tre anni e da due stavano insieme. Entrambi diciassettenni, si erano conosciuti sui banchi di scuola. Lui, un cespuglio di capelli neri che lasciavano intravedere sulla fronte due occhietti da furbetto, e un sorriso che non lasciava scampo alle ragazzine; lei, capelli lunghi e neri, longilinea e fianchi affusolati, sicura del fatto suo: appena vide Jansen decise che sarebbe stato il suo ragazzo. Già dal secondo giorno di scuola occupò il posto a fianco di Jansen e da allora non si lasciarono più.
L’estate si stava avvicinando e quella mattina il sole, sotto un cielo splendido, accarezzava il viso dei due ragazzi, illuminando i loro volti di una luce di felicità. Avevano deciso, già dalla sera prima, di non andare a scuola quindi lui uscì di casa con lo zaino in spalla, inforcò il suo scooter e corse da Jessica che lo aspettava vicino all’ingresso della scuola. Lo accolse col suo splendido sorriso, lo salutò e lo baciò. Lui ricambiò il bacio stringendola a sé come se volesse essere un tutt’uno con lei. Salì dietro di lui sullo scooter e si avviarono verso il mare. La spiaggia era deserta e offriva anche delle insenature riparate dagli sguardi indiscreti, dove potevano stare tranquilli, a parlare e a scambiarsi qualche carezza. Il tempo passava e il sole, alto nel cielo, bruciava un po’. Incominciava a fare caldo e Jessica e Jansen si svestirono dei maglioni e restarono così a godersi il sole. Ad un certo punto Jessica incrociò lo sguardo languido di Jansen. Lei si avvicinò e si strinsero forte forte. Il cielo si rivestì di mille colori e il sole sembrava che coi suoi raggi rendesse i loro corpi ancora più belli, distesi sulla sabbia bianca e soffice come borotalco.
Tornarono a casa a pomeriggio inoltrato. Si lasciarono con un altro bacio e un arrivederci al giorno dopo a scuola.
Seduti uno a fianco all’altra, Jansen e Jessica, si scambiavano sorrisi d’intesa e, quando il professore era distratto, anche qualche bacio. La loro storia d’amore continuava, allegra e spensierata come solo due ragazzi di diciasette anni sanno mandarla avanti. E così finì la scuola e i due ragazzi poterono finalmente dare un calcio ai libri di scuola e dedicarsi totalmente a loro.
Luglio era arrivato e il sole estivo non invogliava di certo Jansen e Jessica a stare in casa, perciò le loro gite al mare erano giornaliere. Oltrettutto, l’insenatura che avevano scoperto in primavera ad una certa ora era deserta e loro trovarono lì il loro rifugio per parlare e fare l’amore senza essere disturbati.
Il sole calava, oltre l’orizzonte, e i suoi riflessi sul mare formavano colori meravigliosi che i due ragazzi guardavano estasiati. Poi ancora una volta la passione li avvolse e si amarono come mai era successo prima. La sera li accolse ancora abbracciati e quando si svegliarono era notte.
Poco dopo Jansen accompagnò Jessica a casa. Sui loro visi era dipinta ancora la felicità delle ore trascorse insieme.
Qualche settimana dopo Jessica disse a Jansen: “Sai, credo di essere incinta…”
Lui la guardò con gli occhi spalancati, deglutì e le disse: “Bisogna fare qualcosa…”
Ecco, qui si ferma la mia fantasia nel descrivere un atto d’amore di due adolescenti. Ma tutto ciò che segue è appunto la conseguenza di quell’atto d’amore.
Jessica (il nome è frutto della mia fantasia, ma è una persona vera) tenne nascosta per sei mesi la sua gravidanza, poi decise che la creatura che aveva in grembo non sarebbe mai nata perciò decise di rivolgersi ad un istituto dove praticavano l’aborto salino. L’aborto salino consiste nell’iniettare una soluzione salina nell’utero materno. In questo modo il bambino deglutendo la soluzione viene bruciato sia negli organi interni che esternamente, dopodiché, passate 24 ore nasce morto.
Ma nekl caso di Jessica non è andato così. La sua bambina è sopravvissuta all’aborto. Ecco la sua testimonianza.
Di questa vicenda è stato fatto anche un film che sarà proiettato da marzo 2012.
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